Il business plan è il grande ostacolo apparentemente insormontabile con il quale si confrontano tutte le realtà startup. Nel mondo dell’imprenditoria giovanile, fucina di idee e di progetti, spesso accade che molte startup innovative rimangano arenate ad una fase embrionale, in un limbo tra la progettazione e la commercializzazione, incapaci di tramutare l’idea in un business plan valido e attendibile. Uno scoglio complicato, e al contempo uno dei requisiti fondamentali per far sì che una startup innovativa sia considerata tale, e supportata economicamente dagli investitori.

A che punto sono le start up italiane?

Leggenda vuole che il business plan sia un problema concreto solamente per l’imprenditoria giovanile italiana, che se Steve Jobs fosse nato in Italia non avrebbe mai creato nemmeno la cuffia di un iPod. Ma è davvero così? Sicuramente nella nostra penisola è vigente un regime fiscale molto gravoso che, seppur agevolato nei casi delle startup, mette spesso in difficoltà chi tenta di trasformare un’idea in un lavoro. Le ultime indagini statistiche e dei grandi quotidiani in effetti evidenziano una flessione negativa per le startup innovative italiane, e il business plan è l’ultimo dei problemi di un settore in cui gli investimenti stentano a decollare.

Il business plan non è la soluzione, ma è necessario

Un buon business plan è fondamentale per la creazione di un progetto startup, ma non può essere autosufficiente senza l’adeguata declinazione dell’idea che ne sta alla base. Dunque, come fare un business plan? Il primo passo dev’essere l’analisi dei competitors: una ricerca accurata di altre esperienze startup o societarie che abbiano trattato la stessa idea e che tipo di costi stiano affrontando in corso d’opera. Il secondo step deve prevedere una fase di critica mirata al proprio prodotto, i pro e i contro dell’ideale startup innovativa vanno presentati senza filtri, con trasparenza, ad eventuali investitori. L’ultimo step è spesso sottovalutato e riguarda il connubio di marketing e comunicazione. Un business plan che non preveda al suo interno dei costi specifici per l’ambito della comunicazione è incompleto e poco funzionale, mancante di uno dei requisiti necessari per commercializzare il proprio prodotto innovativo: comunicarne l’utilità, il funzionamento, il valore.

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