Reputation Management: l’evoluzione delle Digital PR

Nel panorama odierno della comunicazione è evidente che oggi le media relations da sole non bastano più. Si è così diffuso un nuovo modo di fare comunicazione aziendale: il Reputation Management.

La reputazione di un’organizzazione è definita come la fusione di aspettative, percezioni e opinioni che i vari stakeholder sviluppano nei confronti della qualità delle sue azioni e delle caratteristiche dei suoi comportamenti; ne deriva che nel mondo del web basti davvero un commento negativo o, ancor peggio, una crisi mal gestita per minare, potenzialmente, la reputazione faticosamente costruita durante gli anni.

È molto più difficile e dispendioso riparare i danni causati da una cattiva reputazione, che attivarsi proattivamente per evitare che la reputazione venga danneggiata. Sia che la vostra azienda goda di un’ottima reputazione, sia che abbiate qualche problema con i commenti negativi, la risposta può essere trovata nelle nuove figure professionali dei reputation manager, che riunisce in sé le competenze dell’addetto stampa e del digital PR manager.

In parte guru delle PR, in parte esperti di tecnologia, i reputation manager gestiscono gestiscono i rapporti con media online, blogger e influencer; le relazioni con gli stakeholder e hanno competenze di gestione della web-analisys, dell’ascolto della rete e dell’interpretazione dei dati, aziendali o web; tutto per far scivolare –alla pagina 2 di Google- i risultati di ricerca negativi e promuovere invece quelli positivi.

Alcuni consigli utili per rafforzare una reputazione positiva solida e duratura, sono:

  1. Controllare tutti i risultati dei motori di ricerca, non solo quelli che compaiono a pagina 1 di Google.
  1. Essere “sociali” usando al meglio e attivamente i Social Network aziendali. Quando un’azienda non comunica, qualcun altro lo fa al posto suo e quel qualcun altro non è necessariamente un suo fan. Un buon rapporto con i Social Network aiuta inoltre a scambiare idee e informazioni con i propri clienti, percependone stati d’animo ed eventuali perplessità prima che diventino comuni e pubbliche.
  1. Utilizzare i blog in modo da costruire una buona reputazione per il brand. È consigliata l’acquisizione di un dominio che comprenda il nome del brand e la condivisione di informazioni professionali, positive e utili dei prodotti o servizi dell’organizzazione.
  1. Pensare fuori dagli schemi favorendo, per esempio, la condivisione di video, anche divertenti, da parte dei consumatori (Cocacola ha saputo ribaltare a proprio favore i famosi video che mostravano la bibita nell’atto di esplodere se mescolata con le caramelle Mentos, creandone una campagna di successo).
  1. Usare una strategia attiva di PR evitando di basarsi solo sulle notizie preconfezionate che riguardando l’azienda, ma agendo in correlazione con i partner e con sponsorizzazioni a eventi che potrebbero attirare la stampa.

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