Personal Branding: è nata una la nuova generazione di Ceo digitali

I social network oggi sono entrati a far parte della nostra quotidianità, tanto che ogni momento è buono per postare una foto su Facebook o Instagram, fare un Tweet, condividere contenuti e pubblicare video per far sapere agli altri cosa facciamo, cosa pensiamo, dove siamo e dove andiamo. In questa “ragnatela social” sono finiti anche i leader d’azienda che utilizzano sempre più i propri profili come strumenti di business.

A scattare la fotografia di questa nuova generazione di Ceo digitali ci ha pensato Ceo.com, che ha analizzato la presenza sui social dei top manager dei 500 colossi inseriti nella classifica Fortune. Sulla base di questa analisi il Sole 24 Ore ha pubblicato un’interessante approfondimento sul fenomeno in crescita. Innanzitutto, la ricerca è stata condotta prendendo in considerazione Twitter, Facebook, Linkedin, Google+, Instagram e YouTube.

Da una prima panoramica appare molto evidente l’interesse dei grandi Ceo nell’esplorare il mondo social e, sebbene ancora con lentezza (il 61% di loro non ha ancora una presenza online), il numero dei grandi dirigenti aziendali utilizzatori di social network sta aumentando. Chi ha deciso di esserci ha optato per il “lato business” di Linkedin (7 su 10) o “l’immediatezza” di Twitter (6 su 10).

In crescita invece la scelta di Instagram che si rivela molto efficace per il contatto diretto con utenti e consumatori attraverso foto e stories. Su questi canali i Ceo digitali creano relazioni con i propri opinion leader, ricercano stakeholder di riferimento e presidiano la reputazione della propria azienda.

Ed è proprio la reputazione il tasto più delicato che va gestito con molta cautela dai Ceo che decidono di mettersi in gioco sui social. Basta poco, infatti, per far diventare un post nocivo per l’immagine della propria azienda, e ciò avviene quando lo si scrive di getto e in maniera improvvisata. Anche dietro al profilo personale di un Ceo, dunque, è necessaria una strategia che umanizzi la figura del boss, e quindi l’azienda stessa, attraverso empatia, vicinanza e ascolto.

Oltre alla scelta del canale più appropriato ci vuole anche una certa costanza nella pubblicazione e una profonda coerenza nei messaggi. Di seguito quattro casi esemplari, di Ceo Influencer italiani che hanno fatto dei propri profili social la vetrina aziendale:

Nerio Alessandri

 

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Talking with @forbesitalia about @technogym’s digital wellness vision. #wellness #digital #innovation #letsmoveforabetterworld #VistosuForbes

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Fondatore di Technogym, azienda leader mondiale nei servizi per il benessere e la riabilitazione.
17mila fan su Facebook
27mila follower su Instagram
8mila follower su Twitter

Elisabetta Franchi

 


 

 

 

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Comunque, quell’emozione rimane tale. Grazie a tutti ❤❤ @filippo_zagagnoni #ELISABETTAFRANCHI #eflive #EFfashionshow #EFSS19 #SpringSummer19

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Fondatrice del brand di moda Elisabetta Franchi
Oltre 1 milione di follower su Instagram
455mila fan su Facebook

Renzo Rosso

 

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To all the haters out there.. I’ll see you in September with some very fresh news! @diesel @otb #OnlyTheBrave #DieselHateCouture

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Presidente del Gruppo OTB – diesel
146mila follower su Instagram
86mila fan su Facebook

Remo Ruffini

 


 

 

 

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MILANO 20.02.18 #monclergenius @moncler

Un post condiviso da Remo Ruffini (@remoruffini) in data:

Presidente e Amministratore Delegato dello storico marchio di moda Moncler.
35mila follower su Instagram

 

Fonte: Il Sole 24 Ore, Ceo.com

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