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Perché il Brand Journalism è più importante che mai?

Brand Journalism, cos’è?

A metà tra il marketing e il giornalismo esiste il brand journalism. Una disciplina ibrida che sta emergendo negli ultimi anni anche in Italia, cercando di ritagliarsi uno spazio e una dignità propri che la emancipino eticamente e deontologicamente.

Oggi le aziende devono raccontarsi, non possono limitarsi a una comunicazione pubblicitaria che venga percepita come tale dall’interlocutore. È qui che si inserisce il Brand Journalism con tutte le sue potenzialità. Il suo obiettivo è quello di fare awareness di un marchio raccontando, anche indirettamente, un brand e il suo posizionamento nell’ecosistema di cui fa parte, attraverso stili e tecniche tipiche del giornalismo.

Le cose da raccontare sono molte: dalla storia e dai valori aziendali, al modo e al mondo in cui si opera con le attività che vi si svolgono da protagonisti. L’azienda diventa editrice di se stessa, una sorta di media company che si pone in maniera trasparente sul mercato in quanto attore sociale: non con le classiche “marchette”, ma con un racconto di se stessa e del ruolo che ricopre. Il tutto alla ricerca di credibilità, fiducia e reputazione, andando oltre la mera ricerca di nuovi lead.

L’aspetto fondamentale è in parte proprio questo. Il focus, infatti, è quello sulla produzione di contenuti da parte dell’azienda, e non sull’azienda come nel caso del native advertising.

Brand Journalism

L’importanza del tempo

L’attenzione generalmente è rivolta ad una particolare nicchia di interesse alla quale si vuole comunicare l’impegno concreto dell’azienda in quella specifica realtà. Mettendo in evidenza questioni, valori e dinamiche di un certo ambiente socio-economico ci si propone di diventarne leader, aumentando la stima e la fiducia del proprio pubblico.

Il Brand Journalism è quindi un vero e proprio modo di essere e di porsi che, per essere efficace, ha bisogno di tempo. L’azienda deve riuscire a porsi come fonte accreditata di notizie e fatti, per certi versi separandosi dalla sua anima meramente commerciale.

Si tratta di un processo lento, in controtendenza rispetto alla velocità comunicativa alla quale i social media ci hanno abituati. E lo è anche in termini di risultati: non se ne possono percepire subito gli effetti, ma si deve guardare sul medio-lungo periodo.

 

Il Brand Journalist oggi

Il Brand Journalist non è un operatore di marketing in senso stretto, ma un professionista che per raccontare le sue storie e offrire i suoi punti di vista può prendersi tempi e modi che nel mondo pubblicitario tradizionale sarebbero sostanzialmente inutilizzabili.

Oggi le aziende sono alla ricerca di profili che riescano a scegliere le informazioni rilevanti dell’azienda e dell’ecosistema, trasformandole in storie di interesse per un certo tipo di pubblico che comunichino un chiaro indirizzo in termini di valori e vision aziendali.

Si tratta per certi versi di una delle professioni del futuro. Spesso l’enfasi sui profili lavorativi viene spesso posta sulla trasversalità, sull’essere ibridi e versatili con competenze cross-settoriali. Quella del brand journalist è esattamente quel tipo di figura: deve avere contezza dell’universo della comunicazione aziendale e del mondo delle aziende, ma deve anche possedere le competenze tipiche del giornalista.

E. Giunta

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