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Il potere dei dati nell’era di internet

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I grandi colossi del web – si pensi a giganti come Facebook o Google – lo hanno capito da anni. Il vero potere nell’era di internet non sta più, come nel passato, nel possedere qualcosa di concreto come terre o moneta. Sono i dati il nuovo bene necessario per primeggiare nell’era del web.

La personalizzazione di servizi e prodotti

Proprio così. I dati, in questo secolo, sono tutto. Immagazzinare informazioni sugli utenti è diventata una priorità non solo per i Big Tech, ma anche per le realtà più piccole. Entrare in possesso di informazioni come sesso e provenienza geografica, sapere cosa leggono, guardano, cercano le persone. Conoscere i gusti e i desideri degli utenti è fondamentale per costruire servizi e prodotti che rispondano in maniera sempre più precisa e puntuale alle necessità dei consumatori.

Non solo. Analizzando le informazioni raccolte sugli utenti è possibile in alcuni casi non solo soddisfare ma anche anticipare la domanda. È quello che succede quando si fa una ricerca su Google. Il motore di ricerca raccoglie ogni volta che lo utilizziamo informazioni sul nostro conto. In questo modo, quando effettuiamo una query ci propone un servizio personalizzato, proponendoci contenuti in linea con i nostri interessi e le nostre ricerche precedenti.

Il giro di affari della data economy

Li chiamano Big Data. Nel 2015 secondo le ricerche della Commissione europea hanno dato vita a un giro di affari di ben 285 miliardi di euro, impiegando 6 milioni di persone. E le previsioni future sono più che rosee. Secondo la Commissione, la data economy frutterà nel 2020 739 miliardi.

Il dibattito intorno ai Big Data è caldo. Secondo alcune personalità cedere i propri dati in maniera quasi inconsapevole per servizi e prodotti su internet potrebbe essere potenzialmente pericoloso anche per la democrazia. È questo il pensiero del Garante della Privacy Antonello Soro che ha pubblicato sull’argomento il libro Democrazia e potere dei dati. Secondo Soro ci sono ancora troppe aree grigie riguardo all’utilizzo che le aziende Big tech fanno dei dati degli utenti. Soprattutto tenendo conto che si tratta di strutture non pubbliche, non neutrali e orientate al proprio guadagno. Comunque la si pensi, chi fa parte oggi del mercato del digitale non può prescindere fare a meno dei dati.

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