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L ‘innovazione del mondo social incontra l’evoluzione del mondo dell’editoria per animare una web community più consapevole e alfabetizzata. Così il colosso digitale Facebook ha deciso di tendere la mano agli editori delle testate giornalistiche mondiali con lo scopo di combattere le fake news e garantire agli editori nuovi introiti, che potrebbero compensare quelli persi con la contrazione del mercato pubblicitario tradizionale.

Nel 2015, il lancio sperimentale di Instant Articles aveva segnato il primo avvicinamento tra il mondo dei social e quello dell’informazione. Si trattava di un modo per fidelizzare i giornali e spronarli a rimanere sulla piattaforma social più famosa al mondo. Si tratta di una funzione interattiva che permette la consultazione di contenuti editoriali senza uscire dalla app del social.
Oggi però la partita si fa più interessante. Con il Facebook Journalism Project, Mark Zuckerberg spera di poter arginare una volta per tutte il fenomeno delle fake news attraverso nuove iniziative. A breve verrà lanciata la prima fase sperimentale del progetto, che riguarderà un piccolo gruppo di editori americani ed europei, che potranno godere di nuovi vantaggi. Non solo riceveranno i dati generati dalle interazioni con i loro contenuti sulla piattaforma social, ma avranno anche una nuova possibile fonte di guadagno. Dopo la lettura gratuita di un certo numero di articoli al mese, comparirà un paywall e per l’utente Facebook sarà necessario sottoscrivere un abbonamento alla testata per proseguire la consultazione dei contenuti tramite il social.

“Se le persone di abbonano dopo aver visto le notizie su Facebook, i ricavi andranno direttamente agli editori che lavorano duramente per scoprire la verità e Facebook non prenderà nulla” afferma Zuckerberg, che da poco ha introdotto un’altra novità per combattere le fake news: da qualche settimana, accanto agli articoli che compaiono nelle sezioni “trending” o “search” compare il logo della testata che li ha pubblicati, dando ai lettori garanzia di fonte certa.

Dopo lunghi anni di conflitti, il giornalismo e i social sembrano essere arrivati a un accordo pacifico per unire le forze per realizzare obiettivi comuni in sinergia.

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