Ameri Communication and Public Relation - Servizi

La prima guerra mondiale dell’informazione

Inserito il: 07/12/2009
Autore: Amministratore

Rupert Murdoch, il più grande magnate dell'informazione, annuncia una rivoluzione “Tutta l'informazione su Internet dovrà essere a pagamento”. E' un nuovo modello di business che il suo gruppo News Corp. attuerà in tempi stretti e che potrebbe fare scuola in ogni mass media. Addio alle notizie gratis! La prima guerra mondiale della notizia è dunque scoppiata: da una parte l’editore più grande del mondo, dall’altra, il più grande distributore di contenuti e servizi online, Google. Murdoch sembra intenzionato a togliere i suoi giornali dal motore di ricerca. Google risponde che se vuole è libero di farlo. Il capo della News Corp. ricorre anche all’arma di nome Microsoft: pare infatti che Murdoch fosse interessato a cedere i diritti di pubblicazione web dei contenuti dei suoi giornali al motore di ricerca Bring, ultimo nato in casa Bill Gates ma l’accordo economico è in realtà ancora lontano. Alla fine vince Murdoch. E’ la scomparsa di quel "first click free" che ha fatto la fortuna di Google News, il motore di ricerca di notizie nato nel gennaio di tre anni fa e che consente a chi clicca sul portale di accedere gratis ai contenuti delle varie testate, "regalando" così ai giornali circa 100 mila click al minuto! Google permetterà quindi agli editori di limitare l'accesso massimo a cinque articoli leggibili attraverso il suo motore di ricerca. Quello delle notizie a pagamento è un modello di business che Murdoch meditava da tempo, ma che finora era rimasta allo stadio di un esperimento limitato al Wall Street Journal, la cui versione on line offre notizie di interesse generale mentre le news più specifiche e gli approfondimenti sono accessibili solo sottoscrivendo un abbonamento. Con un milione di abbonati in tutto il globo, di cui 256 mila negli Stati Uniti, il Wall Street Journal è diventato il più grande sito di notizie a pagamento del mondo scavalcando il rivale di sempre Usa Today alla testa della classifica dei quotidiani più venduti d'America (Dati Audit Bureau of Circulation). Per la carta stampata si apre una nuova sfida: trovare un modello di business on line che le consenta di affrontare il cambiamento che Internet le sta imponendo e di preservare la sua capacità di produrre un’informazione di valore e di qualità.