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Daniele Rosa, Direttore Comunicazione Bayer in Italia, ci spiega le nuove strategie di Bayer, sempre più concentrata sulla propria mission “Science For A Better Life” attraverso una riorganizzazione organica interna, anche a livello di comunicazione, un rinnovato sforzo in Ricerca & Sviluppo, settore nel quale l’azienda ha investito globalmente 4,3 miliardi di euro nel 2015, e l’impegno quotidiano nel dialogo attivo con la società e le sue componenti più innovative attraverso i progetti “Grants4Apps” e a livello italiano “StartUp4Life”. 

  1. Come nasce la scelta di concentrarsi sulle Life Sciences?

Un’azienda globale come Bayer, presente in 75 paesi nel mondo e forte di 150 anni di storia, ha la responsabilità di rispondere alle modificazioni e al mutamento della società: le sfide del nostro tempo sono evidenti a tutti. L’invecchiamento della popolazione porta necessariamente con sé la necessità di tutelare ancor di più la salute e la vitalità, attraverso cure migliori e farmaci mirati e innovativi. È una questione mondiale che va gestita in maniera opportuna per evitare squilibri, che potrebbero allargarsi al sistema economico. Dobbiamo lavorare insieme sulle modalità necessarie per ottenere un migliore stile di vita. Come Bayer, lavoriamo ogni giorno per aiutare le persone con i nostri farmaci, favorendo anche la cultura dell’automedicazione. Cerchiamo di insegnare alle persone a prendersi cura di sé: nello stile di vita, nell’usare farmaci nel modo corretto, nell’approcciare la vita in una maniera un po’diversa. Un’altra sfida è rappresentata dalle grandi patologie globali, che da sempre destabilizzano il pianeta, e naturalmente  rimangono sul tavolo i temi legati a malattie gravi e settori

tradizionali come ad esempio l’oncologia, settore in cui Bayer è da sempre in prima linea. Altro tema chiave è l’agricoltura: Bayer, pur essendo meno conosciuta come produttore di agro farmaci, è ai primi posti nel mondo in questo settore ed è impegnata nella promozione di un’agricoltura sempre più sostenibile, consapevole che da una buona agricoltura inizia la “filiera della salute”.

  1. Come si è organizzata Bayer per rispondere alle modificazioni della società?

Per rispondere concretamente a queste sfide Bayer, impegnata da sempre su tre storici pilastri, agricoltura, salute e chimica, ha di recente lasciato l’ultimo ambito focalizzandosi sulle Life Sciences, dandosi un obiettivo  ambizioso e in linea con la propria mission “Science For A Better Life”: migliorare la qualità della vita delle persone. È un assunto importante che non vogliamo rimanga solo sulla carta: utilizzare slogan è sempre facile, difficile ma necessario è invece agire concretamente e perseguire con coerenza i propri obiettivi investendo quotidianamente il proprio impegno e le proprie risorse sulla ricerca e l’innovazione, caratteristica che rimane un carattere portante del nostro gruppo.

  1. Questo ambizioso cambiamento rappresenta una sfida anche sul terreno della comunicazione, come lo state affrontando?

Dal punto di vista societario la preparazione di questo cambiamento è partita l’anno scorso, con l’avvio di un percorso di transizione volto a “staccare” il marchio Bayer dal mondo della chimica e dare un’entità diversa alla nuova realtà di Covestro (ex Bayer MaterialScience), rendendo Bayer una società più compatta, forte e orientata alle Life Sciences: salute, agricoltura e tutto ciò che vuol dire cultura, sociale, sostenibilità e benessere della persona. Il marchio Bayer, che rimane uno degli asset di maggiore forza del gruppo, sarà ulteriormente rafforzato da questa operazione e racchiuderà tutti i nostri business. Ci avviamo insomma a un cambiamento di 360° nella percezione del marchio, che sarà unico. Spesso in passato abbiamo comunicato Bayer e i suoi prodotti con marchi forti: oggi marchi come Bayer Healthcare, Bayer CropScience, Bayer MaterialScience non sono più una declinazione della croce Bayer. Tutto ciò implica un lavoro cucito a mano su tutte le strutture e significa anche modificare il nostro stesso modo di operare: si tratta della diffusione di un modo nuovo di comunicare. È necessario far comprendere all’interno che uno dei grandi obiettivi è diffondere la positività e l’innovazione che il brand Bayer trasmette.

  1. Bayer punta molto sull’innovazione, sui talenti e sul rapporto con la società e i suoi settori più innovativi. Quali sono i progetti attualmente in essere o in via di realizzazione?

Un’iniziativa a cui teniamo molto è il portale Coltura & Cultura, unico nel panorama italiano dell’agricoltura, gestito dal dipartimento Comunicazione e nato da una meravigliosa fonte di informazione, una serie di volumi sui prodotti della terra, che oggi sono diventati un portale online che parla di eccellenze, di sostenibilità e di arte nel mondo agricolo. Per quanto riguarda il rapporto con i settori più innovativi della società “Grants4apps” è un progetto realmente internazionale a cui contribuiscono tutte le country. Tutte le multinazionali hanno chiara l’importanza strategica rappresentata dalle startup ma una tematica così, declinata in questo modo così internazionale, eterogeneo e focalizzato sulle Life Sciences è un concetto assolutamente innovativo. Recentemente abbiamo invitato per la prima volta startup innovative a presentare nella nostra sede di Milano progetti nei settori della Salute e dell’Agricoltura, puntando sulla diffusione della cultura dell’innovazione. A  “Grants4apps”  si aggiunge anche il progetto “StartUp4Life”, gestito a livello italiano, sul quale stiamo lavorando e che a breve sarà lanciato: una “call for ideas” nel settore dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibile, che vogliamo intendere nel senso più ampio possibile. Da nuove tecniche agricole che possano, ad esempio, garantire un migliore utilizzo delle nostre preziose risorse, fino a processi che possano garantire una riduzione della carbon footprint degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole. Spaziando dal grano alle eccellenze dell’industria vitivinicola italiana, vogliamo entrare in contatto con nuove idee, sostenerle e aiutarle a crescere, investendo sul futuro. “StartUp4Life” ha un’ulteriore caratteristica, alla quale teniamo molto: punta sull’esperienza, rivolgendosi non ai giovanissimi neolaureati, ma agli over 40, che in questo modo vengono coinvolti nel mondo delle imprese innovative e sostenuti nella coraggiosa avventura di riprendere in mano i propri sogni e rimettersi in discussione.

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